La Dispensa dei Mellini

Basta sperimentazioni e gourmet: si torna a cucinare

Lorenzo Biancolella (40 anni, Romano) è un imprenditore nel mondo della ristorazione da più di 12 anni in Italia e all’estero con il Tapas Bar El Marino (Formentera), ristoranti a Porto Rotondo in Sardegna e prossimo all’apertura di un osteria di pesce a Fregene (villaggio dei pescatori). 

 

Appassionato di cucina dal 3 gennaio 2007 è anche proprietario de la Dispensa (che prima era un’associazione culturale di nome Enologica dei Mellini, uno dei primi presidi slow food nella capitale) da lì è iniziato il percorso che arriva fino ad oggi quando incontra Susanna Sipione, già nota come patron chef de La Maisonnette Ristrot a Garbatella e per la partecipazione a Quattro Ristoranti di Alessandro Borghese.

Lorenzo e Susanna aprono le porte di casa

Susanna Sipione arriva a La Dispensa dei Mellini grazie a questo rapporto di stima e amicizia reciproco che la lega a Lorenzo e prende possesso della cucina senza tanti fronzoli. Cresciuta tecnicamente, Susanna porta il suo grande bagaglio di esperienze personali e professionali in questa magica cucina aperta sul tevere e lo fa lasciando ad altri sperimentazioni e rivisitazioni, puntando ad una cucina autentica e fatta a regola d’arte. Accanto alla chef Sipione la squadra di sempre, un team di fiducia e amicizia, qualche risata ai fornelli, musica nell’aria e quei progetti comuni che hanno un particolare sapore di famiglia. In sala l’amorevole supervisione di Eleonora Gazzanelli che da anni porta il suo sorriso a La Dispensa e accoglie gli ospiti facendoli sentire come a casa.

 

Casa dolce casa, ma anche tanta professionalità e attenzione ai dettagli: perché in cucina si sta bene ma si lavora anche duramente e il risultato ne è la prova. Piatti puntuali, ben preparati, tante voci di un obiettivo comune di persone che lavorano insieme. Meno urla alla “Hell’s Kitchen” e più rispetto per sé stessi e per le materie prime.

Una storia di famiglia

Una connessione di memoria e ricordi ancestrali con la terra sicula, non solo per le origini siciliane di Susanna Sipione, ma anche per quelle di Lorenzo Biancolella che porta il suo racconto di famiglia dentro il locale tramite mille dettagli di una storia d’altri tempi.

 

Il nonno, il Commendatore Occhipinti, era il noto proprietario di un albergo a Vittoria e Lorenzo ha portato dentro la Dispensa tutti i piccoli ricordi di queste atmosfere così familiari e lontane nel tempo fatte di foto sfocate, ceramica preziosa e un po’ scheggiata che ora diventa arredamento e uno sguardo su un mondo più vero e diretto. Un’eredità fatta di ospitalità come solo al sud sanno fare e cortesia, un arredamento sincero che accoglie e mette a proprio gli ospiti de La Dispensa in un’osteria romana che non è più la trattoria moderna di oggi dove una carbonara è mille cose e anche di più, qui la Carbonara con la C maiuscola è come “nonna l’ha fatta”. L’osteria di Lorenzo è intimità, pausa, un semplice sedersi per stare bene e mangiare qualcosa che oggi è così ma domani chissà – con un pizzico di follia e creatività tutto può cambiare, migliorare, stregare. Un po’ come succedeva nelle case di un volta, quando nonna si metteva al fornello e cucinava per due, cinque, dieci persone e lo faceva con il sorriso. E quando trovava qualcosa di speciale lo portava a tavola, senza tante storie. Un racconta di famiglia e voglia di stare insieme.

 

Ma il tratto distintivo de La Dispensa è che finalmente si torna a cucinare. Si accendono i fornelli (e i passanti lo possono vedere con i loro occhi dalla vetrata che dà sulla strada), si inizia dalla mattina con sughi che cuociono a fiamma lenta per tante ore, si preparano i fondi di carne come una volta, si frigge e si riscopre il piacere di un ristorante che sa’ di casa ma che sorprende sempre per inventiva e tecnica.

Tredici anni senza insegna

 

Il pranzo è un vero momento di relax per chi lavora ma che non rinuncia da vero romano a sedersi per il suo piatto di pasta, ogni giorno diverso ma sempre contraddistinto da qualità delle materie prime e tanta passione. La cena vanta un menù alla carta diverso ma che mantiene sempre la qualità degli ingredienti, solo più vario per una cena a luce soffusa in un posto lontano dagli stereotipi gourmet. La cucina torna ad essere “di pancia”, le porzioni soddisfano e non sono solo ghirigori sui piatti alla Master Chef, gli ingredienti sono elementi imprescindibili di un ricordo ed i sapori sono rotondi e rassicuranti, nonostante l’estro di qualche sogno ad occhi aperti che lasciano immaginare lidi lontani qualche chilometro più in là. Ma anche questo non conta perchè c’è un tratto comune in tutte queste accortezze: l’autenticità e la genuinità di quel che arriva a tavola

Torniamo all’essenza della ristorazione

 

Basta con le ipocrisie, basta sentirsi diversi per essere invece tutti uguali. Smettiamo di guardare al cliente facendo finta che interessa solo per una questione di autoreferenzialità con piatti perfetti e servizio impeccabile. A La Dispensa si sbaglia, ci si mette in gioco, si cucina e lo si fa con passione e spesso si riesce a sorprendere davvero chi arriva e si siede a tavola con qualcosa che resta impresso nella mente come un quadro indelebile di gusto, aroma e ricordo di una storia più ampia e profonda.

 

Gli ospiti de La Dispensa la amano per i sorrisi sinceri, per i sì in risposta ad ogni richiesta, per l’atmosfera intima. Meno giudizi e più apertura, qui si può fare “la scarpetta” come la si fa a casa. E non per finta con due fettine di pane solitarie, qui la scarpetta è sacra. Non esiste aspettativa, solo uno scambio equo, sincero e molto piacevole. 

Il menù di Susanna e la sua squadra

Tra i primi piatti da menzionare ci sono i ”Maltagliati al ragout di faraona, con vino cotto e  pecorino cacio di papà”. Il cacio è dell’Azienda Acquaranda, un’eccellenza laziale che fornisce anche tanti altri formaggi in base alla stagionalità. La pasta ovviamente è fatta in casa proprio come vuole la tradizione di casa.

 

Tra i secondi spiccano la “Quaglia farcita alle albicocche con patata schiacciata al limone e  cipolle fondenti”, un piatto con ingredienti poveri che prendono vita e nascondono ricordi, tecnica e cultura gastronomica delle passate tavole romane.

 

I dolci sono un po’ il saluto finale di una buona cena: la “mousse al mango, riso soffiato al caramello, crema di latte di cocco, cioccolato bianco e lime confit, servita con tisana allo zenzero e fiori di bluebellvine” regala un’idea di scoperta mentre “la mela cotta ripiena con spuma di mele, crema alla vaniglia e crumble alla liquirizia” parla di casa e di mele annurche, un prodotto stagionale che riporta a casa l’anima.

 

Nel menù presenti anche “I Mellini”. Nascono dall’idea dei piccoli vizi di una nobile famiglia romana e sono le “coccole” della casa, dei piccoli assaggi che permettono di dividere più portate, sia per i colossi, sia per chi non vuole rinunciare ad un antipasto. Tra i più amati “la spuntatura, mele e porri”, “L’uovo alla coque croccante con acciughe sale e limone” e “trippa fritta cacio e pepe servita con chutney di zucca”

 

Cosa propone

Il Menù del Delivery si presenta con “I Mellini”. Nascono dall’idea dei piccoli vizi di una nobile famiglia romana e sono le “coccole” della casa, dei piccoli assaggi che permettono di dividere più portate, sia per i colossi, sia per chi non vuole rinunciare ad un antipasto. 

Si tratta di Tapas all’italiana con prezzi dai €3,50 ai €9,50.

 

Menu Caricati

Zone di consegna

Centro Storico | Flaminio | Parioli | Prati | Trastevere

Tipi di cucina

Non specificata / Italiana

CHIAMA 3332941675

Note di consegna

Ordine minimo 12 euro

Posizione

Lungotevere dei Mellini, 31/32, Roma, RM, Italia

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